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Face to face o facebook to facebook

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    Scritto da Cristina Ambrosio Nessun Commento
    Aggiunto il: September 16, 2009

    La comunicazione è un aspetto essenziale della vita di una persona e della società, il comunicare è da sempre stato un bisogno che l’uomo ha soddisfatto in svariati modi e perfezionato con il tempo. Graffiti nelle caverne, linguaggio arcaico, regole grammaticali applicate al linguaggio scritto e orale, lettere e corrieri, fino ad arrivare ai moderni mezzi di comunicazione: i Social Network. La comunicazione faccia a faccia è stata quasi del tutto soppiantata dalle ormai innumerevoli chat, diffuse soprattutto tra gli adolescenti, ma utilizzate anche da adulti, uomini d’affari, aziende, siti e persino personaggi famosi. Le persone passano intere ore a chattare con gente che spesso non si conosce nemmeno di persona.

    Quali sono le conseguenza pedagogiche e sociologiche di queste nuove tecnologiche conversazioni? C’è innanzi tutto da dire che la comunicazione tramite i Social Network non cambia solo la relazione tra interlocutori, ma anche il loro modo di esprimersi e di scrivere, fatto le cui conseguenze non sono decisamente trascurabili. Si tende per esempio sempre più ad abbreviare le parole, tagliarle, “storpiarle”, usando un linguaggio poco ricercato e povero di sinonimi. Ne potrebbe conseguire un cambiamento radicale, nonché una degenerazione della nostra lingua. Inoltre l’uso continuo di una grammatica scorretta può portare problemi in ambito scolastico, poiché si tenderà ad utilizzare questa scrittura anche in classe durante temi e compiti, con intuibili risultati negativi e un calo del rendimento scolastico. Questo a sua volta può influenzare il futuro dell’ individuo anche sul piano lavorativo. Ci troveremmo ad avere sempre più persone con scarsa capacità di dialettica e scrittura a svolgere mansioni pubbliche e private, cosi che anche la stessa società ne risentirebbe.


    Altra conseguenza della diffusione delle chat è il cambiamento del rapporto interpersonale. Le questioni che prima si chiarivano di persona con una bella chiacchierata, magari al bar davanti ad un caffè o all’ aria aperta passeggiando, vengono tutte affrontate dietro lo schermo di un PC. In questo modo gli interlocutori sono nascosti, protetti, e si eliminano elementi importanti della tradizionale comunicazione. Nella comunicazione verbale, quando due persone si trovano una di fronte all’ altra, ci sono elementi non trascurabili che aiutano la comprensione. Il linguaggio del corpo (gesticolare, diverse posizioni assunte), l’espressione visiva (sguardo, smorfie facciali), sono particolari che vanno perse davanti la tastiera del computer.

    A volte non si fa nemmeno differenza se l’interlocutore è un estraneo appena conosciuto in chat o un vecchio amico, perché ci si sente protetti da uno schermo e chilometri di distanza, più forti e sicuri; le vere emozioni ed intenzioni vengono mascherate. Così facendo si creano dei rapporti che possono sembrare veri, ma sono in realtà fondati su maschere che ognuno può facilmente indossare, e false identità che si possono creare. C’è inoltre il problema che si indebolisce la capacità di comunicazione faccia a faccia, perché chi è abituato a parlare tramite social network o chat si sentirà come “scoperto” e in imbarazzo in una vera comunicazione in cui dovrà guardare negli occhi l’altra persona.

    La chat sembra non aver sostituito solo la tradizionale comunicazione, ma anche il tradizionale rapporto sessuale. Sempre più gente infatti ricorre al sesso virtuale, con l’aiuto di webcam e microfoni. Il fenomeno è stato anche preso molto sul serio, e non considerato un gioco, un passatempo o un semplice diversivo, di recente infatti anche questo atto sessuale “alternativo” è considerato tradimento nel caso in cui uno degli amanti sia sposato e colto in flagrante dal coniuge, e come tale viene punito dalla legge.

    Infine, una delle conseguenze più pericolose e discusse è proprio quella della falsa identità. Le statistiche affermano che l’11% dei bambini che frequentano le chat hanno avuto a che fare con almeno un pedofilo, ma ben il 75% di questi bambini non lo dice ai propri genitori. Le chat sono il “paese dei balocchi” di pedofili e mal intenzionati che si fingono coetanei della vittima e la convincono ad incontri di persona. Ci sono stati numerosi casi di bambini rapiti, violentati e uccisi da persone conosciute in chat. Possiamo ricordare il caso del 12 gennaio 2007 finito fortunatamente con l’arresto da parte della polizia di Genova del pedofilo, che dopo aver conquistato la fiducia di tre minorenni tramite una chat, le costringeva a filmare atti sessuali fatti su loro stesse e inviarglieli. Non bisogna pensare con ciò che i Social Network abbiano solo aspetti negativi. Questo moderno mezzo tecnologico rende possibile e veloce la comunicazione tra persone distanti che sono impossibilitate a vedersi. È infatti sorprendente pensare che si può parlare e vedere in tempo reale altre persone, nonostante queste stiano in un altro continente.

    Social Network, chat e tutti gli altri mezzi di comunicazione hanno grosse potenzialità; se usate da un pedofilo queste potenzialità diventano negative, se usate da un genitore lontano per un viaggio di lavoro che vuole vedere e parlare con i figli, diventano potenzialità positive.

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