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FACEBOOK, INDISPENSABILE PER I GIOVANISSIMI.
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Il 2009 si è appena concluso e come di tradizione con la fine dell’anno vengono pubblicate ricerche e statistiche di ogni tipo che cercano di analizzare i cambiamenti della nostra società.
Molto interessante è l’indagine svolta dalla Società Italiana di Pediatria su un campione di 1300 studenti delle scuole medie inferiori che ha messo in usi e abitudini dei ragazzi tra i 12 e i 14 anni sempre più legate al web e all’evolversi della tecnologia.
A trionfare, infatti, sono i social network. L’indagine mostra come oltre il 50% degli adolescenti tra 12 e 14 anni dichiara di essere iscritto a Facebook e un altro 17% è sul punto di iscriversi. Questa indagine pone in evidenza che il 97% degli adolescenti abbia un computer in casa e il 51% ha utilizzato almeno una volta il Web, dati impressionanti se si mettono a confronto con quelli del 2000 in cui la percentuale era ferma per entrambi i casi al solo 5%.
Oltre a Facebook che regna incontrastato in prima posizione, tra le preferenze dei giovanissimi ci sono YouTube, (utilizzato dall’80% dei ragazzi) le chat ,(75% ) mentre il 41% gestisce un blog. Tutto ciò a dimostrazione del fatto che i ragazzi di oggi non solo hanno voglia di stringere legami e di esser “social” ma hanno anche l’esigenza di raccontarsi tenendo un diario, seppur virtuale. Secondo l’indagine della Società Italiana di Pediatria la tv resta indietro ma non perde colpi (il 23% degli adolescenti sta davanti al video più di tre ore al giorno), anzi, è ritenuta quello strumento che peggio di internet trasmette le influenze più negative, come quelle del fumo di sigarette, Cannabis e l’incitamento alla violenza oltre al desiderio di possedere quello che viene proposto dalla pubblicità (27,3%).
Naturalmente anche Internet ha i suoi lati negativi, questa volta però la colpa ricade sui genitori che non riescono ad imporre delle proprie regole ai ragazzi, infatti il 27% di loro sostiene di non rispettare il numero di ore imposto dai genitori, che per il 43% è di tre ore al giorno.
Insomma il quadro disegnato dalla Società Italiana di Pediatria ci descrive dei giovanissimi sempre più legati al web e alle nuove tecnologie, dei ragazzi che si preoccupano costantemente di tenere aggiornati i loro contatti, di raccontarsi sul web e di stare sempre attenti alle novità del mondo della pubblicità, ma anche dei genitori poco attenti ai loro ragazzi lasciati in balia di immagini e modelli negativi.



















January 25, 2010 at 3:33 pm
Secondo me non è un problema di mezzi di informazioni, ma al contrario è un problema di informazioni. Leggere un libro potrebbe essere devastante, dipende da cosa c’è scritto sul libro.